Un piano editoriale che funziona incrocia sei fonti, e nessuna di queste da sola basta.
- Le domande dei pazienti — quelle che tornano in prima visita, al telefono, in segreteria. Sono già filtrate dalla realtà del tuo studio.
- Google Search Console — con quali ricerche il sito già compare, comprese quelle che non avevi previsto e che meritano una risposta più completa.
- La SERP — che tipo di contenuto Google sta già mostrando per quella ricerca, e quindi cosa si aspetta chi la fa.
- La ricerca keyword — per capire con quali parole viene formulata la stessa domanda, spesso diverse da quelle che useresti tu.
- Le prestazioni che offri — un contenuto che porta persone verso una visita che non fai è traffico che non serve a nessuno.
- La tua esperienza — quello che vedi in ambulatorio e che nessun altro può scrivere al posto tuo. È la parte che distingue un contenuto da mille uguali.
Quello che non facciamo è scegliere un tema solo perché "ha volume". Un argomento molto cercato ma lontano da quello che offri porta visite che non diventano nulla, e occupa tempo di revisione che sarebbe meglio spendere altrove.