In Italia il costo per clic nel settore sanitario va indicativamente da meno di 1€ (nutrizione, psicologia in provincia) a oltre 10€ (implantologia nelle grandi città). Ma il numero che conta davvero è un altro: il costo per prenotazione. La stessa identica campagna, con lo stesso budget e lo stesso CPC di partenza, può generare prenotazioni a 15€ oppure a 80€ a seconda di come è costruita la landing page, di quanto è preciso il tracciamento e di come viene gestita nel tempo.
I numeri che seguono sono stime basate sull'esperienza sul campo su decine di account in ambito sanitario. Sono range indicativi, non promesse: i valori reali della tua zona dipendono da città, branca specifica e periodo dell'anno.
Come si legge il costo di una campagna Google Ads in sanità?
Il costo per clic è solo il prezzo d'ingresso, non il risultato. Due cliniche possono pagare lo stesso CPC di 4€ e ottenere risultati completamente diversi: una trasforma un clic su dieci in prenotazione, l'altra uno su cinquanta.
Per questo il parametro da guardare quando si valuta una campagna è il costo per prenotazione (o per lead qualificato, se la prenotazione avviene poi telefonicamente). Si calcola dividendo la spesa totale per il numero di prenotazioni effettivamente arrivate da quella campagna, non per i semplici clic o le visite al sito.
Un CPC alto non è di per sé un problema, se la struttura converte bene. Un CPC basso può nascondere una spesa inefficiente, se il traffico che arriva non si trasforma quasi mai in un appuntamento. È una distinzione che vale la pena tenere a mente prima ancora di guardare i benchmark per professione.
Quanto costa Google Ads per ogni professione sanitaria?
Ecco un quadro indicativo dei range di CPC medio osservati per le principali branche. Sono stime di massima, utili per orientarsi prima di impostare un budget, non un listino.
| Professione / branca | CPC indicativo | Note |
|---|---|---|
| Odontoiatria (generale) | 3-8€ | Nelle grandi città e sull'implantologia si superano spesso i 10€ |
| Odontoiatria (implantologia) | 6-10€+ | Branca tra le più competitive in assoluto per il settore |
| Medici specialisti | 1,5-5€ | Varia molto per branca: dermatologia e ortopedia più alte, altre specialità più contenute |
| Centri diagnostici | 2-4€ | Su parole chiave legate a esami specifici (risonanza, TAC, ecografie) |
| Fisioterapia | 1-3€ | Concorrenza in crescita nelle città medio-grandi |
| Psicologia | 1-3€ | Più bassa in provincia, in aumento nei capoluoghi |
| Veterinaria | 1-3€ | Stabile, poca stagionalità marcata |
| Nutrizione | 0,5-2€ | Tra le branche con ingresso più accessibile |
Guardando la tabella, la prima cosa che salta all'occhio è quanto la stessa etichetta "sanitario" nasconda situazioni molto diverse tra loro. Un dentista e un nutrizionista non stanno competendo sullo stesso mercato pubblicitario, anche se in molte discussioni vengono trattati come se lo facessero.
Quali sono le variabili che spostano davvero i costi?
Dentro ogni riga della tabella c'è un ventaglio di prezzi possibili, e cinque fattori spiegano perché.
- Città e bacino di utenza: nei grandi centri urbani il CPC può essere il doppio o il triplo rispetto a una provincia, semplicemente perché più strutture competono sulle stesse parole chiave.
- Branca e concorrenza: dove operano anche catene e gruppi con budget pubblicitari importanti, i costi salgono in modo strutturale, non occasionale.
- Stagionalità: alcune branche (dermatologia estetica, nutrizione, alcune chirurgie) hanno picchi di ricerca prima dell'estate, con conseguente aumento temporaneo dei costi.
- Qualità di annunci e landing page: Google premia con un Quality Score più alto (e quindi CPC più basso a parità di posizione) gli annunci pertinenti che portano su pagine coerenti e veloci. Una landing generica costa di più, non solo converte meno.
- Capacità di tracciare le conversioni: senza un tracciamento corretto delle chiamate e delle richieste di prenotazione, l'algoritmo di Google Ads ottimizza alla cieca e i costi tendono a salire nel tempo invece di scendere.
Le prime tre variabili non si controllano. Le ultime due sì, e sono quelle che nella pratica fanno la differenza tra un account che migliora mese dopo mese e uno che resta fermo agli stessi numeri.
Quali regole specifiche impone Google Ads al settore salute?
Google applica al settore sanitario policy più restrittive rispetto alla media degli altri comparti, e conoscerle prima di partire evita blocchi dell'account e budget sprecati nei primi giorni di campagna.
Le limitazioni principali riguardano due aree. La prima è la personalizzazione degli annunci basata su condizioni di salute: non è consentito costruire remarketing o targeting che facciano riferimento, esplicito o implicito, a una patologia specifica dell'utente. La seconda riguarda i claim: promesse di guarigione, percentuali di successo o risultati clinici garantiti nell'annuncio sono motivo di rifiuto quasi automatico.
A questo si aggiungono gli obblighi propri della professione: la pubblicità sanitaria in Italia è disciplinata dalla L. 145/2018 (commi 525-536) e dai codici deontologici degli ordini professionali di riferimento, che vietano comunque la promessa di risultati garantiti indipendentemente dal canale usato. Chi imposta le campagne senza tenere conto di questo doppio livello di regole, quello della piattaforma e quello normativo, rischia sospensioni dell'account proprio nelle settimane in cui il budget dovrebbe iniziare a generare risultati.
Qual è il budget minimo sensato per iniziare?
Sotto una certa soglia, i dati che arrivano non bastano nemmeno per capire se la campagna funziona, prima ancora che per farla rendere. Se il CPC medio della tua nicchia è di 4€ e serve un budget giornaliero che generi almeno 15-20 clic al giorno per avere un campione minimo su cui ragionare in due o tre settimane, il calcolo porta a una soglia di partenza abbastanza chiara.
Il modo più semplice per stimare il proprio minimo è partire dal CPC indicativo della propria branca e città, moltiplicarlo per un numero di clic giornalieri che permetta di raccogliere qualche decina di conversioni nel primo mese, e verificare che il budget mensile risultante sia sostenibile insieme al costo di gestione della campagna. Attivare un account con una cifra troppo bassa rispetto al proprio CPC non fa risparmiare: rimanda solo il momento in cui si capisce se lo strumento funziona per quella specifica attività.
Vale anche la pena chiedersi se Google Ads sia davvero il canale giusto in questa fase o se convenga lavorare prima su altre leve: il confronto tra SEO e Google Ads per uno studio sanitario aiuta a inquadrare quando ha senso l'uno, l'altro, o entrambi insieme.
Come si passa dal benchmark al costo reale della tua attività?
I range di questo articolo servono a farsi un'idea di massima, non a impostare un budget definitivo. La domanda reale, i concorrenti attivi sulle tue parole chiave e la stagionalità della tua città possono spostare i numeri in modo sensibile rispetto alla media nazionale.
Per questo, prima di attivare qualsiasi campagna, il passo più utile è una stima puntuale su dati reali della tua zona e della tua branca, non su una media nazionale. È esattamente quello che facciamo nel nostro percorso dedicato al marketing sanitario: analizziamo la domanda locale, i costi effettivi e la concorrenza specifica prima di proporre qualunque cifra.
Se vuoi partire da un quadro chiaro sul tuo caso specifico, il primo passo è un audit gratuito: in 48 ore ti diciamo, con numeri verificabili, cosa aspettarti da una campagna Google Ads nella tua città e nella tua branca, senza impegno e senza contratti vincolanti.
Il primo passo è gratuito: l'audit del tuo mercato, in 48 ore e senza impegno.
Richiedi l'audit gratuito